Ogni triade che si rispetti nasce, continua ed infine muore, volgendosi su se stessa. Ma questa probabilmente non è una triade, potrebbe benissimo essere una saga infinita. Denys Arcand realizza un episodio mediamente quasi ogni dieci anni. Il primo episodio, rappresenta il vigore, la vitalità dei pieni anni Ottanta. I vestiti, le Libertà, le acconciature, le prime vere Paure. "Il Declino dell'Impero Americano" è soltanto l'incipit, perciò esso rappresenta la gioia, la pienezza, la giovinezza, la Vita. L'assenza di timore, l'incoscienza, la leggerezza vivida nell'affrontare il mondo. Ma il Declino del popolo è vicino, perché vicine sono decadenza e disgregazione sociale.
Con Denys Arcand, ho conosciuto il Canada ed il Québec. Negli uffici governativi non si può fumare ad un raggio di un chilometro da essi, o si viene licenziati. In Québec, è il partito al potere a nominare direttamente i giudici. Le parole 'negro' e 'nano' sono state proibite e cancellate dai vocabolari, definite come non-parole. Dopo l'undici settembre, i soli sospettati di terrorismo possono rimanere in cella di isolamento anche per quattro anni, ufficialmente senza nemmeno sentirsi dare un perché. E la legge australiana ha ben di peggio. Se si ha bisogno di cure, non si può cambiare l'ospedale prescelto per esse, il Ministero lo vieta. Ma almeno, sembrerebbe, che ci sia libertà di espressione...
Io pensavo che il Canada, ed ancor più l'isola felice e francofona, fossero uno dei posti più civili, sereni, ed ordinati al mondo.
Il Popolo cerca l'Ordine e la Fede. Non so se e quante di queste notizie siano vere, ma ascoltandole, ho pensato che stiamo bene, che sto bene; che l'Italia, pur allo stato attuale delle cose, è Libera; che a scriverlo quasi mi vien da ridere. E che l'Europa intera lo è: è l'ultimo baluardo della vera Vita, della vera Libertà.
Tutto comincia con una lunga camminata, che si ripete in tutti e tre gli episodi. Una lunga passeggiata attraverso il corridoio dell'università, attraverso un ospedale fatiscente, oltre stanze abbigliate, nella fantasia. Dal fulgore, al declino, ed infine verso la morte. Nel secondo episodio, uno dei primi protagonisti muore e stila un bilancio su quel che si è lasciato indietro. C'è la fine, c'è l'eutanasia, c'è il degrado: l'Invasione del Popolo Barbaro, che non pensa ma fa; che non ha tempo, che riceve perché gli è dovuto, che costruisce il suo Impero sull'inutilità e la mancanza di vero. Il preludio a "L'Età Barbarica", in cui il delirio, la follia, la materia prendono forma verso qualcosa di sterile e di indistinto. Ci si conosce a malapena e ci si tocca solo nei sogni; dove la Vita non è più Reale e si trasforma nelle fantasie di un giornaletto o di una mente stanca, nel raptus dell'uomo qualsiasi, o nel morphing della post-produzione. Ma con una speranza.
Sai, non pensavo potesse succedermi un giorno, ma potrei anche ucciderti, non è così inimmaginabile. Il terzo episodio è diverso dal resto del ciclo: ed è proprio questo che lo rende e non lo rende parte di una possibile triade, e trasforma oltre ogni aspettativa, la triade stessa in una non triade.